Sue Johnson ha parlato delle sette conversazioni per il cambiamento in riferimento alla promozione di un rapporto d’amore duraturo.
Secondo il modello EFT infatti, esso può essere raggiunto attraverso la costruzione di una certa “responsività emotiva“.

La responsività emotiva e l’acronimo A.R.I

I momenti di profonda connessione emotiva consentono la sincronizzazione dei segnali e delle azioni armoniose. Questi sono caratterizzati da elevati livelli di ossitocina nel cervello.

Parlando di responsività emotiva ci riferiamo quindi ad una modalità relazionale costituita da alcuni elementi positivi. Tra questi ricordiamo soprattutto l’accessibilità, la responsività e l’impegno (“A.R.I”).

Il primo riguarda il poter mantenere una certa apertura anche in presenza di dubbi ed insicurezze riuscendo a raggiungere l’altro. Il secondo si riferisce al poter contare sul fatto che il partner risponda emotivamente quindi presuppone una capacità di sintonizzazione con il partner. Il terzo ovvero l’impegno concerne la sicurezza di ricevere stima dal partner e di poter contare sulla sua vicinanza sia concreta che emotiva.
Il tutto si potrebbe riassumere con la domanda “Ci sei per me?” ma anche declinarla in “Vado bene così come sono per te?”

Le sette conversazioni per il cambiamento

I sette passaggi per poter produrre cambiamenti concreti in termini di responsività emotiva, riassumento i dialoghi delle conversazioni “Stringimi Forte” riportate nel testo di Sue Johnson “Stringimi Forte” Edito da Cortina, e dei Workshop Hold me Tight®sono:

1. Riconoscere i “Dialoghi Demone”

Sue Johnson definisce i “Dialoghi Demone” i tre cicli, o danze, che non consentono ai partner di restare in connessione, ma al contrario li “intrappolano” in modalità relazionali disfunzionali.
Essi sono:

1. Primo dialogo : “Trova il cattivo”

Riguarda l’instaurarsi di attacchi reciproci di attribuzioni di colpe ed accuse. Ciascun partner è impegnato in un’autoprotezione che innesca una spirale negativa scaturita da sentimenti di vulnerabilità e sofferenza.
A tal proposito Sue Johnson definisce il “Ciclo Negativo” la continua enumerazione di esempi che provino le colpe dell’altro volto a rafforzare la propria ragione.

Tale vortice diventa poi prevedibile per entrambi e ciò comporta un aumento di rapidità delle risposte che costituisce un rinforzo. Le coppie si sentono in trappola e impotenti di fronte ad un dialogo che sembra ripetersi all’infinito sempre secondo le stesse modalità.

Questa “ricerca del cattivo” può essere interrotta soltanto attribuendo ad entrambi i partner i connotati di “vittimeche stanno combattendo contro un nemico comune rappresentato dallo stesso ciclo disfunzionale (ovvero lo schema accusa/accusa) che comporta ad entrambi la perdita di felicità. La coppia inoltre viene invitata a focalizzarsi nel presente.

2. Secondo dialogo : “La Polka di protesta”

Il secondo dialogo demone è il più subdolo, ma anche il più diffuso. In questa danza vi è un partner inseguitore che protesta attivamente mediante critiche e accuse contro il distacco emotivo dell’altro. Quest’ultimo ricopre invece i panni del “ritirato” e resta in silenzio nella speranza di riportare la tranquillità nella relazione. Da questo schema derivano numerose problematiche comunicative, che in realtà nascondono ferite profonde legate all’attaccamento ed alla distanza emotiva.

3. Terzo dialogo : “Immobilizzati e scappa”

Questo ciclo è caratteristico di quelle situazioni in cui entrambi i partner si trovano in una situazione ritirata, caratterizzata dal rifiuto e da difese “glaciali”. Il clima è chiaramente teso e i loro volti sofferti, ma sembra mancare qualsiasi forma di connessione tra i partner (anche se possono sussistere atteggiamenti gentili e collaborativi).
Ciò accade spesso a partire dal secondo dialogo, quando anche l’accusatore inizia ad allontanarsi emotivamente ed inizia ad agire come il ritirato.

2. Trovare i punti sensibili

Il secondo passo delle sette conversazioni per il cambiamento riguarda la rilevazione delle 2D ovvero i punti sensibili potenzialmente universali per tutte le coppie. Essi derivano da paure legate all’attaccamento e da bisogni di attaccamento che l’individuo ha visto ignorati o trascurati frequentemente nel presente o nel passato e che entrano improvvisamente in funzione.

I segnali di attaccamento possono essere positivi o negativi e possono riguardare sguardi, frasi, cambiamenti nei toni dell’umore. Questi fanno emergere sentimenti piacevoli o spiacevoli e catturano la nostra attenzione che a sua volta accende paure e desideri e ci connette emotivamente.

Riconoscere quando viene colpito un punto sensibile risulta quindi estremamente importante.

3. Ripercorrere un momento difficile

Risulta fondamentale ripercorrere un momento difficile attraverso dei passaggi volti al ripristino dell’armonia.
Dopo aver identificato il ciclo negativo come il colpevole, i partner vengono aiutati a riepilogare le mosse intraprese da entrambi e le conseguenze scaturite. I partner sono poi invitati a concentrarsi sui sentimenti provati in prima persona diventando così maggiormente accessibili all’altro. In seguito l’attenzione viene focalizzata sull’acquisizione di consapevolezza circa le conseguenze portate dalle normali modalità di gestione emotiva che minano l’equilibrio del partner a causa di antiche ferite dell’attaccamento. Segue poi il fare domande al partner riguardo alle sue emozioni più profonde e la loro condivisione in quanto alleati e non più avversari.

4. Impegnarsi e connettersi

La conversazione denominata “Stringimi forte” ha inizio a partire dal senso di sicurezza che si sta creando arrivati a questo punto. In questa fase si procede con la creazione di una maggiore sintonia emotiva. Ciò avviene se entrambi i partner cercano di definire individualmente ciò da cui sono maggiormente spaventati e quale emozione percepiscono principalmente al riguardo. Dopodiché si procede nell’acquisizione di consapevolezza domandando che cosa si ha più bisogno che l’altro riesca a darci ovvero riuscire ad esprimere le paure più profonde riguardo all’attaccamento e di conseguenza a confrontarci con i bisogni primari di attaccamento ai quali solo il coniuge può rispondere nel tempo presente.

Paura e desiderio sono facce della stessa medaglia” – Sue Johnson

5. Perdonare le offese

Questo punto riguarda il riuscire a perdonarsi partendo dall’accoglienza del bisogno della persona ferita di parlare della sua sofferenza. Il terapeuta EFT formula domande che consentono al cliente di entrare a contatto con l’essenza della sofferenza provata e delle emozioni annesse, per guidare la coppia in dialoghi di perdono e riconnessione.

6. Legarsi attraverso il sesso ed il contatto fisico

Sue Johnson sostiene il grande potere delle esperienze sessuali positive nella creazione di una maggiore unione tra i coniugi. Ne abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo, dove parliamo della Dimensione Sessuale per il modello EFT.

Legami sicuri e piena soddisfazione sessuale vanno a braccetto; si nutrono e si esaltano a vicenda. La connessione emotiva crea un sesso grandioso e il sesso grandioso crea una connessione emotiva ancora più profonda. Quando i partner sono emotivamente accessibili, responsivi e uniti, il sesso diventa un gioco intimo, un’avventura sicura.” -Sue Johnson

Il settimo ed ultimo passo delle sette conversazioni per il cambiamento: Mantenere vivo l’amore

L’ultimo passo consiste nel riuscire a mantenere i cambiamenti ottenuti mantenendo vivo l’amore attraverso rituali e narrazioni del percorso effettuato. Risulta anche importante la creazione di una storia incentrata su obiettivi e progetti desiderabili per il futuro.

Queste sette conversazioni per il cambiamento prendono forma durante le sedute guidate da un terapeuta certificato. Vedremo in modo più dettagliato la mappa del processo di trattamento EFT, i cui eventi chiave sono la de-escalation del ciclo negativo, il ricoinvolgimento del ritirato e l’ammorbidimento dell’ inseguitore.

Ma come posso fare queste conversazioni anche io con il mio partner?

In uno dei tantissimi WORKSHOP HOLD ME TIGHT® organizzati dalla community Italiana

Oppure privatamente e in modo intimo con un percorso di coppia volto alla riconnessione con un terapeuta formato in Emotionally Focused Therapy


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