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  • La D.A.R.E. Trilogy: De-escalation, Accessibilità, Tendersi e Ristrutturazione del legame, Enactment – Attraverso Trauma, Paura, Rabbia e Desideri: Osare l’Amore nei Territori della Sopravvivenza Emotiva
  • [Questi workshop possono essere frequentati in ordine progressivo oppure scelti singolarmente, in base alle proprie esigenze e preferenze.]

La D.A.R.E. Trilogy: De-escalation, Accessibilità, Tendersi e Ristrutturazione del legame, Enactment

Attraverso Trauma, Paura, Rabbia e Desiderio: Osare l’Amore nei Territori della Sopravvivenza Emotiva

D.A.R.E. significa «osare» in inglese.

Un Viaggio Clinico Nato sul Campo

Questa formazione avanzata—composta da tre workshop focalizzati su specifici stadi ed eventi di cambiamento in EFT, sviluppata dalla Trainer Giulia Altera e approvata dall’ ICEEFT—offre un’esplorazione approfondita del framework D.A.R.E. all’interno della Emotionally Focused Therapy. La D.A.R.E. Trilogy è progettata per potenziare la competenza clinica nel lavoro con dinamiche relazionali complesse, in particolare quelle caratterizzate da reattività emotiva intensa, trauma legato all’attaccamento e pattern interazionali radicati, offrendo un modo strutturato ma flessibile per orientarsi nel complesso paesaggio emotivo della pratica EFT.

Le sue radici sono personali e cliniche. Ricordo ancora la prima volta in cui mi sono bloccata in seduta—il mio corpo e la mia mente si sono fermati mentre la coppia escalava davanti a me. Avevo la mappa, ma non riuscivo a trovare la strada. Quel momento è rimasto con me e ha sollevato una domanda: ero l’unica, o c’erano altri che sentivano la stessa cosa?

Così ho chiesto. Ho contattato colleghi in tre continenti, invitandoli a condividere i momenti in cui la terapia vacillava: quando la reattività travolgeva, quando i partner si ritiravano nel silenzio, quando gli enactment fallivano e quando gli eventi di cambiamento non prendevano pienamente forma.

Quei punti ciechi sono diventati il nostro punto di partenza. La D.A.R.E. Trilogy è emersa da un bisogno clinico diretto, identificato attraverso un’ampia consultazione con la community EFT globale. Un questionario multilingue, diffuso in tre continenti, ha rivelato sfide condivise: punti in cui il progresso terapeutico si arresta a causa di reattività travolgente, ritiro persistente, enactment inefficaci o eventi di cambiamento incompleti—le “linee di frattura” in cui si perde l’orientamento, la mappa dell’attaccamento si offusca e la danza della connessione si interrompe. Sono luoghi plasmati da trauma e paura, da strategie di sopravvivenza, e da disconnessione con una nostalgia di legame custodita sotto strati di protezione. Queste linee di frattura sono diventate l’impulso fondativo di questa formazione specialistica.

Affrontare le soglie cliniche fondamentali

D.A.R.E. si rivolge direttamente a tre soglie cliniche riconosciute nei modelli esperienziali di cambiamento (Johnson, 2004; Greenberg, 2011; Fosha, 2000). Ogni lettera nomina un movimento cruciale del processo EFT, mappando ciò che il terapeuta è chiamato a fare quando il lavoro diventa denso, reattivo e difficile da orientare.

  • La De-escalation si concentra sul ripristino della sicurezza nel pieno della reattività, lavorando esplicitamente con il sistema nervoso e con la protesta che spesso maschera una paura più profonda.
  • Accessibilità: pone al centro Alleanza & Sintonizzazione. Sottolinea il ruolo fondativo dell’alleanza terapeutica e della continua sintonizzazione del terapeuta sull’esperienza emotiva dei clienti, creando una base sicura per l’esplorazione vulnerabile—soprattutto con partner organizzati attorno al ritiro. Questo implica un lavoro compassionevole con vergogna e storie traumatiche, e richiede la presenza incarnata e la responsività risonante del terapeuta per co-costruire un legame solido che sostenga l’apertura vulnerabile in entrambi i partner.
  • Raggiungere è Ristrutturare il Legame: aiutare i clienti a rischiare nuove posizioni emotive e a rimodellare la relazione verso una connessione sicura. Questa fase facilita cambiamenti profondi attraverso due eventi di cambiamento centrali: il Ri-coinvolgimento del Withdrawer, in cui il partner precedentemente ritirato rischia la vulnerabilità e si espone verso la connessione, e l’Ammorbidimento del Pursuer, in cui il partner precedentemente inseguente risponde con empatia e tenerezza a questa nuova vulnerabilità. Il loro movimento reciproco riorganizza il pattern interazionale generando un’esperienza emotiva correttiva.
  • Enactment: L’EFT vede il terapeuta come un coreografo della connessione. In quanto intervento centrale dell’EFT, l’enactment guida i clienti a esprimere emozioni nucleari e bisogni di attaccamento direttamente al partner in seduta, creando nuove esperienze interazionali correttive che consolidano la ristrutturazione del legame. La D.A.R.E. Trilogy offre strategie avanzate per coreografare questi momenti con precisione attraverso i diversi stadi della terapia, integrando intervento e teoria del cambiamento.

Insieme, questi movimenti interconnessi costituiscono l’architettura dell’EFT: processi fondamentali affettivi, emotivi e umani che orientano clienti e terapeuti lungo un percorso di cambiamento centrato sull’attaccamento.

Coppie, Culture e Cambiamenti Reali

Nel corso della D.A.R.E. Trilogy, i partecipanti lavorano con videoregistrazioni cliniche di coppie provenienti da contesti culturali, relazionali ed emotivi differenti, ottenendo un accesso granulare ai micro-movimenti del cambiamento e all’interazione tra attaccamento, trauma, cultura e desiderio di legame. L’attenzione rimane costantemente sull’enactment nei diversi contesti clinici—dal ripristino del contatto nella reattività al sostegno del reach vulnerabile e dell’ammorbidimento del pursuer—per costruire enactment al tempo stesso contenitivi e trasformativi.

La formazione mette inoltre al centro un principio cardine dell’EFT: il cambiamento realmente relazionale. Il framework D.A.R.E. sostiene il terapeuta nel superare interventi centrati esclusivamente sull’individuo, per modellare attivamente il sistema interattivo, riconoscendo che la trasformazione profonda avviene nello spazio relazionale, non soltanto all’interno delle singole psiche.

Osare il Lavoro, Osare l’Amore

La formazione mette inoltre in primo piano un principio cardine dell’EFT: il cambiamento relazionale. Il framework D.A.R.E. sostiene i terapeuti nel superare interventi centrati sull’individuo per modellare attivamente il sistema interattivo, riconoscendo che la trasformazione profonda avviene nello spazio relazionale, non soltanto all’interno delle singole psiche.

D.A.R.E. è più di una parola — è una postura clinica. Chiama i terapeuti a sviluppare fluidità clinica insieme al coraggio emotivo: a rimanere immersi esperienzialmente proprio nei momenti in cui il cambiamento diventa possibile.

Così come i clienti crescono quando osano sentire, osano amare e osano raggiungere l’altro da nuove posizioni emotive, anche i terapeuti sono invitati a osare — a incontrare il momento con presenza e coraggio.

  • Osare restare presenti nell’intensità emotiva
  • Osare entrare nel fuoco della disconnessione
  • Osare lavorare con le memorie traumatiche
  • Osare tracciare il ciclo interattivo mentre l’emozione è ancora in evoluzione
  • Osare predisporre enactment quando il terreno appare instabile
  • Osare modellare l’affetto con chiarezza, umiltà e presenza

Workshop 1: Non si sanguina davanti agli squali. Focus e presenza nel fuoco della rabbia e della reattività. Raggiungere la prima zona sicura della de-escalation.

A proposito del Workshop

Una Favola sugli squali: clicca QUI.

Nel mondo emotivamente carico delle relazioni, la reattività emerge spesso come prima risposta quando la vulnerabilità sembra troppo pericolosa. Nella Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT), questa reattività si manifesta in cicli rigidi di inseguimento e ritiro, dove entrambi i partner faticano a sentirsi abbastanza al sicuro per esporsi, affidarsi e connettersi. Questo workshop si concentra sull’arte di lavorare in modo efficace con la reattività emotiva, le difese attive e gli impasse più comuni, accompagnando la coppia nel delicato passaggio verso la de-escalation.

La vulnerabilità, come il sangue nell’acqua, può evocare contrattacchi invece che apertura. Perché? Perché non è solo l’ambiente esterno a non essere sicuro—ma anche il paesaggio interno, modellato da modelli operativi interni forgiati da esperienze passate, talvolta traumatiche. Quando si attivano ferite di attaccamento, l’intimità viene vissuta come un pericolo: draghi personali si risvegliano, e ciò che dovrebbe avvicinare diventa fonte di minaccia. Le emozioni primarie vengono coperte da emozioni protettive come rabbia, sarcasmo, colpa, chiusura o razionalizzazione. Il mare si agita. Il partner non è più porto sicuro, ma squalo.

Nel pieno di queste dinamiche, anche il terapeuta può trovarsi in difficoltà: perso nel ciclo, bloccato, senza sapere se intervenire o restare, come muoversi. È in questi momenti che serve presenza, flessibilità, e la capacità di muoversi con il ciclo, non contro di esso. In particolare, esploreremo il lavoro sul passo 2 e sul passo 3 del processo EFT, con un focus sulla regolazione, sulla validazione delle difese e sull’uso consapevole e flessibile del Tango dell’EFT, fino a guidare la coppia verso i primi movimenti di de-escalation.

Accanto agli interventi verbali, verrà valorizzato anche il linguaggio del corpo del terapeuta: come la postura, i gesti minimi, il tono della voce, il respiro, il RISSSC possano trasmettere sicurezza, apertura, significato e contenimento. La regolazione emotiva interna del terapeuta sarà considerata uno strumento clinico essenziale, capace di contenere la tempesta in seduta e di dare il ritmo al cambiamento. Come evidenziano Sue Johnson e George Faller, nei momenti di alta intensità non è solo ciò che diciamo a fare la differenza ma come, e la nostra presenza emotivamente presente.

Pur avendo una struttura chiara, l’intervento terapeutico in EFT richiede adattabilità, creatività e centratura emotiva. Questo workshop si propone di sostenere le persone terapeute nell’attraversare i momenti più intensi e complessi della terapia di coppia: quando l’escalation è alle porte, quando la connessione sembra persa, quando il rischio di impasse è alto, ma anche quando si apre uno spiraglio—da proteggere e accompagnare con cura—verso una nuova possibilità relazionale.

Una parte del workshop sarà dedicata a riconoscere come i cicli disfunzionali e le strategie protettive possano assumere forme diverse nei contesti culturali e identitari, comprese le relazioni LGBTQIA+. Comprendere questi aspetti aiuta a offrire interventi più precisi, rispettosi e sintonizzati, pur mantenendo fermo il centro del lavoro sull’attaccamento e sull’emozione.

La presenza del terapeuta diventa l’ancora nel caos, la luce stabile nella nebbia emotiva, con la lente culturale e identitaria come parte della bussola che guida il percorso terapeutico e permette di navigare verso la possibilità di un porto sicuro

Durante questo workshop di due giorni, i partecipanti saranno in grado di:

  • Identificare e navigare nei cicli di reattività emotiva in terapia, aiutando le persone a riconoscere e modificare le loro risposte automatiche.
  • Riconoscere come i contesti culturali e le identità LGBTQIA+ influenzano la reattività emotiva e le strategie protettive, comprendendo come le narrazioni sociali, la marginalizzazione e le norme culturali incidano sulla formazione dei modelli di attaccamento e dei comportamenti difensivi in terapia.
  • Lavorare con le difese attive in tempo reale, rallentando il processo emotivo, favorendo la curiosità e trasformando la reattività in opportunità di connessione.
  • Connettersi con entrambe le posizioni, Pursuers e Withdrawers.
  • Sviluppare strategie per la ri-sintonizzazione emotiva.
  • Rafforzare la propria presenza terapeutica nei momenti di alta intensità emotiva, mantenendo la sintonizzazione mentre si guida il processo terapeutico.
  • Approfondire la comprensione delle posizioni di pursuer e withdrawer, non come ruoli fissi, ma come strategie emotive dinamiche radicate in meccanismi di protezione.
  • Esplorare il legame tra azione ed emozione nei cicli reattivi, comprendendo come comportamenti, emozioni e risposte protettive si intreccino nei momenti di intensa attivazione.
  • Padroneggiare il Tango dell’EFT con flessibilità, imparando ad adattare i suoi passaggi in modo fluido quando si lavora con alta reattività.
  • Concentrarsi su micro-interventi—piccoli e precisi cambiamenti nel linguaggio, nel tono e nella presenza che possono modificare l’intera traiettoria emotiva di una seduta.
  • Comprendere come il modello RISSSSC si evolve quando si lavora al centro della tempesta emotiva.

Obiettivi di Apprendimento:

Al termine del workshop, i partecipanti saranno in grado di:

  1. Riconoscere e intervenire nei cicli negativi di reattività utilizzando i principi dell’EFT per interrompere schemi di interazione rigidi.
  2. Distinguere tra difese emotive attive e passive (es. rabbia vs. ritiro, intellettualizzazione vs. anestesia emotiva) e adattare gli interventi per affrontarle in modo efficace.
  3. Applicare strategie per regolare l’alta intensità emotiva, aiutando le persone a rimanere connesse alle proprie emozioni senza esserne sopraffatte.
  4. Utilizzare tecniche di de-escalation che vadano oltre la gestione superficiale, raggiungendo il nucleo emotivo dell’esperienza della persona.
  5. Coltivare un atteggiamento terapeutico che favorisca la sicurezza, rimanendo centrati e presenti emotivamente anche quando le sedute sembrano campi di battaglia emotivi.
  6. Lavorare con emozioni come rabbia, vergogna e paura—non per evitarle, ma per comprenderne la funzione protettiva e canalizzarle verso l’elaborazione emotiva.
  7. Trasformare le emozioni reattive in agenti attivi di cambiamento, inclusi meccanismi difensivi cognitivi come l’eccessiva razionalizzazione, il parlare troppo e l’evitamento attraverso “spiegazioni.”
  8. Sfruttare micro-movimenti e strategie di sintonizzazione per modificare dinamiche relazionali rigide, utilizzando interventi piccoli ma potenti per creare aperture emotive.
  9. Navigare con chiarezza nelle impasse terapeutiche, riconoscendo quando il processo è bloccato e applicando strategie mirate per ristabilire il movimento.

Workshop 2: Dietro le quinte: Il movimento invisibile, il suono del “non lo so” e del silenzio.

Il potere nascosto dentro il ritiro, restare fedeli a sé stessi mentre ci si avvicina all’altro.

Un’esperienza nel mondo emotivo dei partner ritirati e nell’evento trasformativo del loro ricoinvolgimento

Il ritiro emotivo rappresenta una delle sfide cliniche più complesse e spesso sottovalutate nella Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT). Quando un partner si chiude, si ritira nel silenzio, va in congelamento, oppure risponde ripetutamente “non lo so”, il processo terapeutico può perdere slancio. Questi momenti segnano una soglia critica, in cui il sistema di attaccamento è altamente attivato — ma spesso in modo invisibile.

Per il terapeuta, lavorare in questi territori può evocare incertezza clinica, senso di inefficacia, o persino la paura di perdere la direzione della seduta. È facile sentirsi esclusə, disorientatə, o intrappolatə in dinamiche in cui il ritiro assume le sembianze di disimpegno, controllo o indifferenza. Eppure, sotto questi segnali si cela un mondo emotivo complesso, segnato da vergogna, impotenza, e da paure profonde di fallimento relazionale o rifiuto.

In molti casi, il partner ritirato non è solə nella stanza. Può essere presente un inseguitore ancora attivo, che mantiene tracce di reattività, anche dopo una significativa de-escalation nello Stadio 1, e che continua a esprimere urgenza, protesta o pressione emotiva. Il terapeuta deve imparare a tracciare entrambi i partner simultaneamente, contenendo l’energia di unə mentre invita l’altrə a compiere passi verso il rischio emotivo. Questi sono i momenti in cui si esercita l’arte clinica del “catching the bullet”: catturare la reattività nel vivo, utilizzarla per riformulare e riorganizzare la dinamica relazionale, e creare uno spazio di riconoscimento, sicurezza e nuovo significato.

Può essere particolarmente efficace nominare e normalizzare la difficoltà di accogliere qualcosa di nuovo. Quando i partner hanno seguito per anni pattern difensivi e protettivi, anche un momento di apertura o una risposta emotiva dell’altro possono risultare disorientanti o difficili da fidarsi. Riconoscere che questi nuovi segnali relazionali possano sembrare estranei, minacciosi o confusi — soprattutto se radicati in stili di attaccamento disfunzionali o cicli comunicativi rigidi — può ridurre la paura e favorire l’ingaggio emotivo.

Questo workshop offre una mappa clinica completa per ricoinvolgere partner ritirati — con intenzionalità clinica profonda, senza pressione e senza disimpegno terapeutico.

Obiettivi formativi

1. Comprendere il ritiro come strategia protettiva di attaccamento

  • Esplorare i meccanismi neurobiologici di congelamento, collasso e chiusura emotiva
  • Riconoscere i segnali precoci di attivazione dell’attaccamento nei partner ritirati, anche in assenza di verbalizzazioni
  • Identificare come vergogna, inadeguatezza e narrazioni protettive modellano il distanziamento emotivo

2. Lavorare con il silenzio e il “non lo so” come segnali clinici

  • Riformulare silenzio e non risposta come forme di comunicazione affettiva
  • Applicare rallentamento, heightening ed evocazione per favorire l’emersione dell’esperienza sentita
  • Tracciare i micromovimenti di connessione ed evitare interventi che rinforzino la distanza

3. Gestire la complessità clinica in presenza di inseguitori reattivi

  • Bilanciare la reattività del partner inseguitore preservando l’accesso ai segnali emergenti del ritirato
  • Sviluppare strategie per de-escalare le proteste senza negare i bisogni emotivi
  • Praticare il “catching the bullet” per rallentare il ciclo e mantenere il rischio emotivo accessibile per entrambi i partner

4. Affrontare le dinamiche di potere percepite e la minaccia relazionale

  • Esplorare come il ritiro possa riflettere una storia di ferite relazionali, invasività emotiva o asimmetrie di potere
  • Sostenere partner che si sentono insicuri, svalutatə o sopraffattə nella relazione
  • Mantenere una postura terapeutica bilanciata, capace di validare le emozioni presenti su entrambi i lati del ciclo

5. Facilitare il coinvolgimento vulnerabile a partire dal ritiro

  • Aiutare i clienti a passare dalla distanza protettiva all’espressione emotiva autentica
  • Utilizzare enactment strutturati, reframe e interventi basati sull’attaccamento per sostenere la riconnessione
  • Onorare la coerenza interna del cliente mentre si apre uno spazio per esperienze emotive nuove

6. Integrare una consapevolezza culturale e intersezionale

  • Esaminare come cultura, genere, storia familiare e traumi intergenerazionali influenzino i pattern di ritiro
  • Adattare gli interventi EFT per rispettare le identità e le narrazioni relazionali
  • Evitare di patologizzare comportamenti radicati in strategie culturali di sopravvivenza

7. Utilizzare musica e strumenti non verbali per accedere all’emozione implicita

  • Integrare musica, ritmo e tono per evocare profondità emotiva e risonanza corporea
  • Utilizzare metafore e modalità creative per amplificare la connessione quando il linguaggio non è disponibile
  • Lasciare che le voci musicali del ritiro accompagnino la seduta in territori emotivi più profondi

Questo workshop include videoregistrazioni cliniche con coppie multiculturali, che mettono in luce momenti sottili di ritiro, rischio emotivo e riconnessione. Le persone partecipanti avranno l’opportunità di osservare, analizzare e praticare interventi clinici radicati nello Stadio 1 e nella fase iniziale dello Stadio 2 dell’EFT.

Porterai con te strumenti clinici avanzati per lavorare nei momenti di quiete — quando le parole scompaiono, il movimento emotivo rallenta, e il terapeuta diventa guida in un paesaggio invisibile.
È lì che la disconnessione può consolidarsi — oppure iniziare a trasformarsi.

Workshop 3: “Frammenti del cuore di un inseguitore” Un’esperienza nel cuore degli inseguitori e all’evento di cambiamento dell’ammorbidimento attraverso la musica di Janis Joplin

Un’esperienza formativa e trasformativa con Giulia Altera
Basato sulla vita e le canzoni di Janis Joplin e sull’Emotionally Focused Therapy

Il “Pursuer Softening” è un momento cruciale nell’Emotionally Focused Therapy (EFT), in cui il partner che solitamente ricerca maggiore vicinanza emotiva (l’inseguitore) riesce ad accedere alle proprie emozioni più profonde e vulnerabili, esprimendole in modo tale da evocare una risposta empatica e di avvicinamento dal partner ritirato. Questo processo facilita una ristrutturazione positiva della dinamica di coppia, promuovendo una connessione emotiva più sicura e soddisfacente.

Partecipando a questo workshop, avrai l’opportunità di approfondire le tue competenze cliniche nell’ambito dell’EFT, apprendendo come:

  • Identificare e interrompere i cicli negativi di interazione che alimentano la distanza emotiva tra i partner.
  • Facilitare l’accesso e l’espressione delle emozioni primarie dell’inseguitore, utilizzando interventi specifici come risposte evocative e heightening, per promuovere una comunicazione più autentica e vulnerabile.
  • Guidare l’inseguitore nel formulare richieste emotive che possano invitare il partner ritirato a rispondere in modo più aperto e disponibile, favorendo così una maggiore intimità e comprensione reciproca.
  • Integrare la consapevolezza delle differenze culturali nelle dinamiche di inseguimento e ritiro, adattando gli interventi terapeutici per rispettare e valorizzare le specificità di ogni coppia.

Questo workshop ti fornirà strumenti pratici e approfondimenti teorici per facilitare il “Pursuer Softening” nelle tue sedute, arricchendo la tua pratica clinica e migliorando l’efficacia del tuo intervento terapeutico con le coppie.

Per ulteriori approfondimenti sul “Pursuer Softening” e sulle tecniche EFT correlate, potresti consultare le seguenti risorse: Risking, Reaching and Responding e Shaping Secure Connection: Stages 1 & 2 of Emotionally Focused Couple Therapy

Cosa imparerai: competenze cliniche avanzate

Al termine del workshop, avrai acquisito strumenti pratici per:

  1. Guidare il “Pursuer Softening”:
    • Identificare le difese emotive e lavorare con l’inseguitore per accedere a una vulnerabilità autentica.
    • Sostenere il partner ritirante nel rispondere in modo più empatico, creando un momento di connessione trasformativa.
  2. Gestire la vergogna e le difese emotive:
    • Comprendere come la vergogna influisce sui comportamenti dell’inseguitore e del ritirante.
    • Applicare strategie EFT per trasformare la vergogna in un catalizzatore di connessione.
  3. Lavorare con la diversità culturale:
    • Esplorare come le espressioni di inseguimento e ritiro variano tra culture diverse.
    • Adattare gli interventi terapeutici per rispettare le narrative e le identità culturali uniche di ogni coppia.
  4. Incorporare la musica e il movimento nella terapia:
    • Utilizzare metafore musicali per esplorare e modificare i cicli relazionali.
    • Integrare strumenti creativi per facilitare l’accesso alle emozioni profonde.

Programma tecnico dettagliato

Durata: 2 giorni (12 ore totali)
Prerequisiti: Completamento di un Externship EFT.

Giorno 1 – Mattina: Fondamenti clinici

  • Introduzione all’EFT: Revisione dei principi fondamentali e dei ruoli di inseguitore e ritirante.
  • Cicli negativi e attaccamento: Analisi clinica delle dinamiche relazionali in coppie multiculturali.
  • Janis Joplin e il “Pursuer’s Heart”: Esplorazione tematica attraverso la sua musica.

Giorno 1 – Pomeriggio: Strumenti pratici

  • “Piece of My Heart”: Ascolto guidato e discussione sulle emozioni dell’inseguitore.
  • Role Play: Applicazione pratica di interventi per decodificare i cicli negativi.
  • Esperienze in diadi: Approfondimento del mondo emotivo dell’inseguitore.

Giorno 2 – Mattina: Approfondimento clinico

  • Vergogna e protezione: Lavorare con la vergogna per accedere a emozioni vulnerabili.
  • Strategie per il Pursuer Softening: Tecniche avanzate per facilitare la trasformazione dell’inseguitore.
  • Tecniche di de-escalation: Creazione di uno spazio sicuro per interrompere i cicli negativi.

Giorno 2 – Pomeriggio: Applicazioni avanzate

  • Interventi in fase 2 dell’EFT: Cambiare i modelli di interazione per favorire connessioni più profonde.
  • Role Play su coppie multiculturali: Esercizi pratici con feedback per affinare le competenze cliniche.
  • Integrazione esperienziale: Uso della musica e del movimento per trasformare le dinamiche relazionali.
  • Riflessioni finali: Discussione sui casi clinici e condivisione delle esperienze.

Valore aggiunto per psicologi e terapeuti

Questo workshop non è solo un’opportunità per affinare le tue competenze tecniche in EFT, ma ti offre anche:

  • Una prospettiva unica: L’integrazione tra musica e terapia offre strumenti nuovi e creativi per lavorare con le emozioni.
  • Strategie pratiche: Ogni tecnica appresa sarà immediatamente applicabile nel tuo lavoro clinico.
  • Focus sulla diversità: Imparerai ad adattare gli interventi terapeutici a contesti multiculturali, ampliando la tua capacità di lavorare con coppie di background diversi.

Qui una breve preview su un intervento basato su questo workshop di Giulia per la community polacca PSEFT


Workshop AIRM: Dove Fa Più Male: Riparare ferite d’Attaccamento e Tradimenti con il modello AIRM nella EFT

In ogni relazione ci sono momenti che lasciano segni profondi. Tradimenti, abbandoni o promesse infrante nei momenti di maggiore vulnerabilità possono creare ferite che sembrano impossibili da superare. Ma queste lesioni, conosciute come Ferite di Attaccamento, non devono definire il futuro di una coppia. Possono essere guarite.

La Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT) è un approccio validato empiricamente, sviluppato da Sue Johnson e basato sulla teoria dell’attaccamento, che offre un percorso potente e strutturato per trasformare queste sofferenze in opportunità di riconnessione. Il Modello di Riparazione delle Ferite di Attaccamento (AIRM) è parte di questo lavoro. È stato creato per ristabilire la fiducia, ricostruire la sicurezza emotiva e trasformare il trauma relazionale in un nuovo inizio.

Questo workshop interattivo, basato sul programma AIRM di Buchanan e Brubacher, è rivolto a terapeuti che già possiedono una conoscenza pratica dell’EFT, avendo completato almeno l’Externship o il EFIT Essentials. Durante la formazione, saranno esplorati i processi dello Stadio 1 (de-escalation e riconoscimento della ferita) e dello Stadio 2 (ricoinvolgimento del partner ritirato), fornendo una comprensione chiara dei passi necessari per riparare le ferite di attaccamento.

Perché questo workshop è essenziale?

Le ferite di attaccamento possono intrappolare le coppie in cicli di dolore e sfiducia, bloccando ogni possibilità di riconnessione. Questo corso è pensato per terapeuti che desiderano:

  • Identificare la presenza di una ferita di attaccamento e valutarne l’impatto sulla relazione.
  • Depatologizzare l’esperienza della ferita, promuovendo una comprensione compassionevole e pratica.
  • Preparare la coppia al lavoro di riparazione, assicurandosi che entrambi i partner siano emotivamente impegnati nel processo.
  • Applicare il Tango EFT all’interno del modello AIRM, utilizzando interventi specifici per facilitare la trasformazione relazionale.

Cosa imparerai?

Al termine del workshop, sarai in grado di:

  • Definire e identificare una ferita di attaccamento secondo il modello EFT.
  • Lavorare nello Stadio 1, facilitando la de-escalation dei cicli negativi e il riconoscimento della ferita.
  • Implementare il lavoro approfondito dello Stadio 2, promuovendo il riconvolgimento emotivo e la riconnessione.
  • Delineare gli 8 passi dell’AIRM e utilizzarli per strutturare interventi efficaci.
  • Affrontare le difficoltà più comuni nel lavoro con le ferite di attaccamento, come la prontezza emotiva e l’impegno dei partner.

Come si svolgerà il workshop?

Questo sarà un evento interattivo e pratico, che includerà:

  • Sedute cliniche reali, per illustrare l’applicazione dell’AIRM nella pratica.
  • Role play guidati, per sperimentare e affinare le tue competenze in un ambiente sicuro.
  • Discussioni teoriche approfondite, basate su evidenze scientifiche, per rafforzare la comprensione del modello.
  • Visione di una seduta completa registrata, che mostrerà il processo AIRM nella sua interezza, consentendo di comprendere ogni dettaglio del lavoro di riparazione.

A chi è rivolto questo workshop?

Questo workshop è indicato per professionisti con esperienza in EFT che lavorano con coppie che affrontano sfide come infedeltà, abbandono, dipendenza dalla pornografia o altre rotture significative. Se desideri aiutare i tuoi clienti a superare queste ferite e ricostruire un legame sicuro, questa formazione è indispensabile.

Pronto a trasformare il tuo lavoro clinico?

Curare le ferite di attaccamento non significa solo riparare ciò che è stato perso, ma creare qualcosa di nuovo, più forte e più profondo. L’AIRM combina scienza, empatia e connessione per trasformare il dolore in un percorso verso la riconnessione.

📍 Dove:

🔗 Link per iscrizione e maggiori informazioni:
👉


Nel Nascondiglio del Sé: Immersione Clinica nella Vergogna con l’Approccio EFT ed EFIT

Fenomenologia, concettualizzazione e intervento sul ciclo della vergogna nell’individuo e nella coppia.

Descrizione del Workshop

Razionale Scientifico e Introduzione

La vergogna rappresenta una delle esperienze umane più complesse e al contempo una delle sfide cliniche più significative. Definita da teorici come Bowlby, Tomkins e Nathanson come un’emozione profondamente radicata nelle dinamiche di attaccamento e di interruzione dell’affetto positivo, la sua influenza sul funzionamento intrapsichico e relazionale è pervasiva. In ambito terapeutico, la vergogna si manifesta frequentemente come un potente inibitore del processo, alimentando cicli disfunzionali, resistenza alla vulnerabilità e bloccando il percorso verso la connessione sicura.

Questo workshop avanzato offre un’immersione strutturata e approfondita nel trattamento della vergogna attraverso i modelli della Terapia Focalizzata sulle Emozioni per coppie (EFT) e individui (EFIT). Il percorso formativo è progettato per fornire ai clinici un modello di concettualizzazione rigoroso e un repertorio di interventi mirati per navigare, contenere e trasformare la vergogna all’interno del setting terapeutico.

Esploreremo la fenomenologia della vergogna, dalla sua eziologia legata alle prime esperienze di attaccamento fino alle sue manifestazioni come stato emotivo transitorio o tratto di personalità radicato. Particolare attenzione sarà dedicata alle sue intersezioni con il trauma complesso e le dipendenze, contesti in cui la vergogna agisce come meccanismo organizzatore centrale dell’esperienza del Sé e della relazione con l’altro.

L’obiettivo è dotare i terapeuti degli strumenti per trasformare la vergogna da ostacolo insormontabile a indicatore diagnostico e leva terapeutica fondamentale, capace di rivelare i bisogni di attaccamento più profondi e di catalizzare esperienze emotive correttive durature.

Struttura e Programma del Workshop

Il workshop è articolato in moduli progressivi che guidano il partecipante dalla teoria alla pratica clinica applicata.

Modulo 1: Fondamenti e Concettualizzazione della Vergogna

  • Eziologia della Vergogna: Analisi delle teorie di Bowlby, Porges e Nathanson. La vergogna come risposta adattiva e disadattiva alla minaccia del legame di attaccamento.
  • Neuroscienze della Vergogna: Esplorazione dei correlati neurobiologici (sistema limbico, corteccia prefrontale) e della risposta fisiologica di freeze e collasso.
  • La Famiglia della Vergogna: Differenziazione clinica tra vergogna, colpa, imbarazzo e umiliazione. Implicazioni per l’intervento.
  • Il “Compasso della Vergogna” di Nathanson: Identificazione delle quattro strategie difensive principali (ritiro, attacco al Sé, attacco all’altro, evitamento) come mappa per la diagnosi del ciclo.

Modulo 2: La Vergogna nel Lavoro Individuale (EFIT)

  • Il Ciclo Intrapsichico della Vergogna: Come la vergogna organizza l’esperienza del Sé, generando una visione negativa e bloccando l’accesso alle emozioni primarie.
  • Vergogna, Trauma e Dipendenze: Analisi della funzione della vergogna nel mantenimento dei sintomi post-traumatici e dei cicli di dipendenza. Come l’evitamento della vergogna alimenta la patologia.
  • Interventi EFIT: Tecniche per sintonizzarsi con la vergogna individuale, validarla e iniziare a “disfare l’alessitimia” per accedere ai bisogni sottostanti di sicurezza e accettazione.

Modulo 3: La Vergogna nella Terapia di Coppia (EFT) – Stadio 1

  • Il Ciclo Interpersonale della Vergogna: Come la vergogna di un partner attiva il ciclo negativo della coppia (es. il ritiro indotto dalla vergogna innesca la protesta critica dell’altro, che a sua volta conferma la vergogna).
  • La “Patata Bollente” della Vergogna: Analisi della dinamica in cui la vergogna viene proiettata e trasmessa tra i partner, bloccando la de-escalation.
  • Interventi nello Stadio 1:
    • Contenere e validare la vergogna secondaria e reattiva.
    • Inserire la vergogna esplicitamente nel ciclo negativo.
    • Utilizzare il RISSSC e la presenza del terapeuta per creare una base sicura che permetta di tollerare l’esposizione alla vergogna.

Modulo 4: La Vergogna nella Terapia di Coppia (EFT) – Stadio 2

  • Dalla Vergogna alla Paura: Come la vergogna, una volta contenuta, rivela la paura primaria di non essere amabili o degni di connessione.
  • L’Antidoto alla Vergogna: Facilitare enactment in cui la rivelazione della vergogna primaria viene accolta con l’accettazione e la compassione del partner.
  • Interventi nello Stadio 2 (Passi 5-7):
    • Approfondire l’esperienza della vergogna per accedere al bisogno di attaccamento (Passo 5).
    • Promuovere l’accettazione da parte del partner (Passo 6).
    • Creare eventi di legame che ristrutturano attivamente la visione negativa di Sé (Passo 7).

Metodologia Didattica: Il workshop integrerà lezioni frontali con un’ampia componente esperienziale, che includerà:

  • Analisi di trascritti e sessioni video di casi clinici.
  • Esercizi di auto-riflessione sulla risonanza del terapeuta.
  • Role-playing strutturati per praticare gli interventi chiave in un ambiente supervisionato.

Chi è Giulia Altera

Dott.ssa Giulia Altera è Psicoterapeuta, Psicologa Clinica e Forense, Trainer Internazionale Certificata, Supervisore e Terapeuta Certificata presso l’ICEEFT. Selezionata personalmente dalla Dott.ssa Sue Johnson, Giulia è un punto di riferimento internazionale per la formazione in Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT) in Italia, Europa, Brasile e Iran.

Attualmente è Direttrice Scientifica del Consorzio Universitario Humanitas di Roma per il Master di Secondo Livello in Psicologia delle Relazioni: Emotionally Focused Therapy e Approcci Integrati per la Terapia di Coppia e Familiare.

Co-fondatrice e Presidente della Comunità EFT Italia e Direttrice del Centro EFT Nord Italia, Giulia ha guidato lo sviluppo delle comunità EFT nel Sud-Est e nel Nord-Est del Brasile. Conduce formazioni ufficiali ICEEFT come Externship®, Core Skills®, Workshop AIRM, Essential EFIT®, oltre a workshop specializzati su vergogna, cambiamenti nella Fase 2 della EFT e eventi esperienziali, come il workshop ispirato a Janis Joplin e altri.

Prima dell’EFT, si è specializzata con lode in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Istituto Miller), ha conseguito un Master di Secondo Livello in Criminologia e Scienze Psichiatriche Forensi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Genova, e ha lavorato con trauma, dipendenze e disturbi di personalità.

Parallelamente, ha completato la Formazione Internazionale nel Trattamento di Traumi e Disturbi Dissociativi con la Dott.ssa Kathy Steele (ISSTD).

Giulia è Terapista Certificata in Schema Therapy (ISST) Fluente in italiano, portoghese e inglese, svolge attività di Trainer Internazionale, tenendo conferenze in Europa, USA e America Latina su EFT, trauma e attaccamento.

La sua passione per l’EFT nasce dall’incontro con Sue Johnson, che l’ha ispirata a integrare le emozioni e l’amore in una prospettiva clinica chiara e trasformativa. Oggi, attraverso il suo lavoro e le sue pubblicazioni, tra cui traduzioni di testi fondamentali di Sue Johnson, continua a diffondere la Terapia Focalizzata sulle Emozioni con calore, semplicità e profondo rispetto per le persone e le loro storie.