Workshop facente parte della D.A.R.E. Trilogy: trilogia formativa, approvata dall’ ICEEFT e creata da Giulia Altera – ICEEFT Certified Trainer – e che nasce dall’ascolto diretto della comunità clinica internazionale.
Attraverso un questionario condiviso in tre lingue, decine di terapeuti hanno descritto con onestà i luoghi dove, nella pratica, la terapia tende a bloccarsi: reattività che prende il sopravvento, ritiri che lasciano solitudine, enactment falliti, eventi di cambiamento che non si raggiungono o restano in superficie.
I loro (ed i nostri) punti ciechi sono diventati il nostro punto di partenza.
Questa trilogia non propone un argomento tra molti.
Lavora esattamente lì dove la terapia vacilla, si arresta o rischia di diventare meccanica.
I tre snodi clinici affrontati — la gestione della reattività, il re-ingaggio del partner ritirato, l’ammorbidimento dell’inseguitore — sono riconosciuti dalla letteratura internazionale e dai principali modelli esperienziali come i nodi trasformativi del processo terapeutico (Johnson, 2004; Greenberg, 2011; Fosha, 2000).
Acquisire competenza in questi territori significa diventare clinicamente fluenti nel cuore stesso della EFT. Significa andare oltre il protocollo e sviluppare una sensibilità terapeutica capace di modellare l’affettività in tempo reale, nel rispetto della sicurezza, della precisione e della profondità del legame.
A proposito del Workshop
Una Favola sugli squali: clicca QUI.
Nel mondo emotivamente carico delle relazioni, la reattività emerge spesso come prima risposta quando la vulnerabilità sembra troppo pericolosa. Nella Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT), questa reattività si manifesta in cicli rigidi di inseguimento e ritiro, dove entrambi i partner faticano a sentirsi abbastanza al sicuro per esporsi, affidarsi e connettersi. Questo workshop si concentra sull’arte di lavorare in modo efficace con la reattività emotiva, le difese attive e gli impasse più comuni, accompagnando la coppia nel delicato passaggio verso la de-escalation.
La vulnerabilità, come il sangue nell’acqua, può evocare contrattacchi invece che apertura. Perché? Perché non è solo l’ambiente esterno a non essere sicuro—ma anche il paesaggio interno, modellato da modelli operativi interni forgiati da esperienze passate, talvolta traumatiche. Quando si attivano ferite di attaccamento, l’intimità viene vissuta come un pericolo: draghi personali si risvegliano, e ciò che dovrebbe avvicinare diventa fonte di minaccia. Le emozioni primarie vengono coperte da emozioni protettive come rabbia, sarcasmo, colpa, chiusura o razionalizzazione. Il mare si agita. Il partner non è più porto sicuro, ma squalo.
Nel pieno di queste dinamiche, anche il terapeuta può trovarsi in difficoltà: perso nel ciclo, bloccato, senza sapere se intervenire o restare, come muoversi. È in questi momenti che serve presenza, flessibilità, e la capacità di muoversi con il ciclo, non contro di esso. In particolare, esploreremo il lavoro sul passo 2 e sul passo 3 del processo EFT, con un focus sulla regolazione, sulla validazione delle difese e sull’uso consapevole e flessibile del Tango dell’EFT, fino a guidare la coppia verso i primi movimenti di de-escalation.
Accanto agli interventi verbali, verrà valorizzato anche il linguaggio del corpo del terapeuta: come la postura, i gesti minimi, il tono della voce, il respiro, il RISSSC possano trasmettere sicurezza, apertura, significato e contenimento. La regolazione emotiva interna del terapeuta sarà considerata uno strumento clinico essenziale, capace di contenere la tempesta in seduta e di dare il ritmo al cambiamento. Come evidenziano Sue Johnson e George Faller, nei momenti di alta intensità non è solo ciò che diciamo a fare la differenza ma come, e la nostra presenza emotivamente presente.
Pur avendo una struttura chiara, l’intervento terapeutico in EFT richiede adattabilità, creatività e centratura emotiva. Questo workshop si propone di sostenere le persone terapeute nell’attraversare i momenti più intensi e complessi della terapia di coppia: quando l’escalation è alle porte, quando la connessione sembra persa, quando il rischio di impasse è alto, ma anche quando si apre uno spiraglio—da proteggere e accompagnare con cura—verso una nuova possibilità relazionale.
Una parte del workshop sarà dedicata a riconoscere come i cicli disfunzionali e le strategie protettive possano assumere forme diverse nei contesti culturali e identitari, comprese le relazioni LGBTQIA+. Comprendere questi aspetti aiuta a offrire interventi più precisi, rispettosi e sintonizzati, pur mantenendo fermo il centro del lavoro sull’attaccamento e sull’emozione.
La presenza del terapeuta diventa l’ancora nel caos, la luce stabile nella nebbia emotiva, con la lente culturale e identitaria come parte della bussola che guida il percorso terapeutico e permette di navigare verso la possibilità di un porto sicuro
Durante questo workshop di due giorni, i partecipanti saranno in grado di:
- Identificare e navigare nei cicli di reattività emotiva in terapia, aiutando le persone a riconoscere e modificare le loro risposte automatiche.
- Riconoscere come i contesti culturali e le identità LGBTQIA+ influenzano la reattività emotiva e le strategie protettive, comprendendo come le narrazioni sociali, la marginalizzazione e le norme culturali incidano sulla formazione dei modelli di attaccamento e dei comportamenti difensivi in terapia.
- Lavorare con le difese attive in tempo reale, rallentando il processo emotivo, favorendo la curiosità e trasformando la reattività in opportunità di connessione.
- Connettersi con entrambe le posizioni, Pursuers e Withdrawers.
- Sviluppare strategie per la ri-sintonizzazione emotiva.
- Rafforzare la propria presenza terapeutica nei momenti di alta intensità emotiva, mantenendo la sintonizzazione mentre si guida il processo terapeutico.
- Approfondire la comprensione delle posizioni di pursuer e withdrawer, non come ruoli fissi, ma come strategie emotive dinamiche radicate in meccanismi di protezione.
- Esplorare il legame tra azione ed emozione nei cicli reattivi, comprendendo come comportamenti, emozioni e risposte protettive si intreccino nei momenti di intensa attivazione.
- Padroneggiare il Tango dell’EFT con flessibilità, imparando ad adattare i suoi passaggi in modo fluido quando si lavora con alta reattività.
- Concentrarsi su micro-interventi—piccoli e precisi cambiamenti nel linguaggio, nel tono e nella presenza che possono modificare l’intera traiettoria emotiva di una seduta.
- Comprendere come il modello RISSSSC si evolve quando si lavora al centro della tempesta emotiva.
Obiettivi di Apprendimento:
Al termine del workshop, i partecipanti saranno in grado di:
- Riconoscere e intervenire nei cicli negativi di reattività utilizzando i principi dell’EFT per interrompere schemi di interazione rigidi.
- Distinguere tra difese emotive attive e passive (es. rabbia vs. ritiro, intellettualizzazione vs. anestesia emotiva) e adattare gli interventi per affrontarle in modo efficace.
- Applicare strategie per regolare l’alta intensità emotiva, aiutando le persone a rimanere connesse alle proprie emozioni senza esserne sopraffatte.
- Utilizzare tecniche di de-escalation che vadano oltre la gestione superficiale, raggiungendo il nucleo emotivo dell’esperienza della persona.
- Coltivare un atteggiamento terapeutico che favorisca la sicurezza, rimanendo centrati e presenti emotivamente anche quando le sedute sembrano campi di battaglia emotivi.
- Lavorare con emozioni come rabbia, vergogna e paura—non per evitarle, ma per comprenderne la funzione protettiva e canalizzarle verso l’elaborazione emotiva.
- Trasformare le emozioni reattive in agenti attivi di cambiamento, inclusi meccanismi difensivi cognitivi come l’eccessiva razionalizzazione, il parlare troppo e l’evitamento attraverso “spiegazioni.”
- Sfruttare micro-movimenti e strategie di sintonizzazione per modificare dinamiche relazionali rigide, utilizzando interventi piccoli ma potenti per creare aperture emotive.
- Navigare con chiarezza nelle impasse terapeutiche, riconoscendo quando il processo è bloccato e applicando strategie mirate per ristabilire il movimento.
Costi:
Workshop Singolo
320€ + iva | tot quota completa
280€ + iva | tot quota soci
Iscrizione Trilogia Completa
900€ + iva | tot quota completa
690€ + iva | tot quota soci
Policy di cancellazione – Salvo diverse comunicazioni.
Entro 4 mesi dall’evento: rimborso del 60%
Entro 3 mesi dall’evento: rimborso del 40%
Entro 2 mesi dall’evento: rimborso del 30%
preavviso inferiore ai 30 giorni – pagamento completo
Se la cancellazione non verrà effettuata entro i termini sopra indicati, non sarà garantito alcun rimborso
⚠️ Posti limitati:
Prenota il tuo posto per apprendere competenze che trasformeranno la tua pratica.
Potete pre-iscrivervi mandando una mail a info@eftitaliacommunity.com

Giulia Altera
Dott.ssa Giulia Altera è Psicoterapeuta, Psicologa Clinica e Forense, Trainer Internazionale Certificata, Supervisore e Terapeuta Certificata presso l’ICEEFT. Selezionata personalmente dalla Dott.ssa Sue Johnson, Giulia è un punto di riferimento internazionale per la formazione in Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT) in Italia, Europa, Brasile e Iran.
Attualmente è Direttrice Scientifica del Consorzio Universitario Humanitas di Roma per il Master di Secondo Livello in Psicologia delle Relazioni: Emotionally Focused Therapy e Approcci Integrati per la Terapia di Coppia e Familiare.
Co-fondatrice e Presidente della Comunità EFT Italia e Direttrice del Centro EFT Nord Italia, Giulia ha guidato lo sviluppo delle comunità EFT nel Sud-Est e nel Nord-Est del Brasile. Conduce formazioni ufficiali ICEEFT come Externship®, Core Skills®, Workshop AIRM, Essential EFIT®, oltre a workshop specializzati su vergogna, cambiamenti nella Fase 2 della EFT e eventi esperienziali, come il workshop ispirato a Janis Joplin e altri.
Prima dell’EFT, si è specializzata con lode in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Istituto Miller), ha conseguito un Master di Secondo Livello in Criminologia e Scienze Psichiatriche Forensi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Genova, e ha lavorato con trauma, dipendenze e disturbi di personalità.
Parallelamente, ha completato la Formazione Internazionale nel Trattamento di Traumi e Disturbi Dissociativi con la Dott.ssa Kathy Steele (ISSTD).
Giulia è Terapista Certificata in Schema Therapy (ISST) Fluente in italiano, portoghese e inglese, svolge attività di Trainer Internazionale, tenendo conferenze in Europa, USA e America Latina su EFT, trauma e attaccamento.
La sua passione per l’EFT nasce dall’incontro con Sue Johnson, che l’ha ispirata a integrare le emozioni e l’amore in una prospettiva clinica chiara e trasformativa. Oggi, attraverso il suo lavoro e le sue pubblicazioni, tra cui traduzioni di testi fondamentali di Sue Johnson, continua a diffondere la Terapia Focalizzata sulle Emozioni con calore, semplicità e profondo rispetto per le persone e le loro storie.