Un’esperienza nel mondo emotivo dei partner ritirati e nell’evento trasformativo del loro ricoinvolgimento

Il ritiro emotivo rappresenta una delle sfide cliniche più complesse e spesso sottovalutate nella Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT). Quando un partner si chiude, si ritira nel silenzio, va in congelamento, oppure risponde ripetutamente “non lo so”, il processo terapeutico può perdere slancio. Questi momenti segnano una soglia critica, in cui il sistema di attaccamento è altamente attivato — ma spesso in modo invisibile.

Per il terapeuta, lavorare in questi territori può evocare incertezza clinicasenso di inefficacia, o persino la paura di perdere la direzione della seduta. È facile sentirsi esclusədisorientatə, o intrappolatə in dinamiche in cui il ritiro assume le sembianze di disimpegno, controllo o indifferenza. Eppure, sotto questi segnali si cela un mondo emotivo complesso, segnato da vergognaimpotenza, e da paure profonde di fallimento relazionale o rifiuto.

In molti casi, il partner ritirato non è solə nella stanza. Può essere presente un inseguitore ancora attivo, che mantiene tracce di reattività, anche dopo una significativa de-escalation nello Stadio 1, e che continua a esprimere urgenza, protesta o pressione emotiva. Il terapeuta deve imparare a tracciare entrambi i partner simultaneamente, contenendo l’energia di unə mentre invita l’altrə a compiere passi verso il rischio emotivo. Questi sono i momenti in cui si esercita l’arte clinica del “catching the bullet”catturare la reattività nel vivo, utilizzarla per riformulare e riorganizzare la dinamica relazionale, e creare uno spazio di riconoscimento, sicurezza e nuovo significato.

Può essere particolarmente efficace nominare e normalizzare la difficoltà di accogliere qualcosa di nuovo. Quando i partner hanno seguito per anni pattern difensivi e protettivi, anche un momento di apertura o una risposta emotiva dell’altro possono risultare disorientanti o difficili da fidarsi. Riconoscere che questi nuovi segnali relazionali possano sembrare estranei, minacciosi o confusi — soprattutto se radicati in stili di attaccamento disfunzionali o cicli comunicativi rigidi — può ridurre la paura e favorire l’ingaggio emotivo.

Questo workshop offre una mappa clinica completa per ricoinvolgere partner ritirati — con intenzionalità clinica profondasenza pressione e senza disimpegno terapeutico.

Obiettivi formativi

1. Comprendere il ritiro come strategia protettiva di attaccamento

  • Esplorare i meccanismi neurobiologici di congelamentocollasso e chiusura emotiva
  • Riconoscere i segnali precoci di attivazione dell’attaccamento nei partner ritirati, anche in assenza di verbalizzazioni
  • Identificare come vergognainadeguatezza e narrazioni protettive modellano il distanziamento emotivo

2. Lavorare con il silenzio e il “non lo so” come segnali clinici

  • Riformulare silenzio e non risposta come forme di comunicazione affettiva
  • Applicare rallentamentoheightening ed evocazione per favorire l’emersione dell’esperienza sentita
  • Tracciare i micromovimenti di connessione ed evitare interventi che rinforzino la distanza

3. Gestire la complessità clinica in presenza di inseguitori reattivi

  • Bilanciare la reattività del partner inseguitore preservando l’accesso ai segnali emergenti del ritirato
  • Sviluppare strategie per de-escalare le proteste senza negare i bisogni emotivi
  • Praticare il “catching the bullet” per rallentare il ciclo e mantenere il rischio emotivo accessibile per entrambi i partner

4. Affrontare le dinamiche di potere percepite e la minaccia relazionale

  • Esplorare come il ritiro possa riflettere una storia di ferite relazionaliinvasività emotiva o asimmetrie di potere
  • Sostenere partner che si sentono insicurisvalutatə o sopraffattə nella relazione
  • Mantenere una postura terapeutica bilanciata, capace di validare le emozioni presenti su entrambi i lati del ciclo

5. Facilitare il coinvolgimento vulnerabile a partire dal ritiro

  • Aiutare i clienti a passare dalla distanza protettiva all’espressione emotiva autentica
  • Utilizzare enactment strutturatireframe e interventi basati sull’attaccamento per sostenere la riconnessione
  • Onorare la coerenza interna del cliente mentre si apre uno spazio per esperienze emotive nuove

6. Integrare una consapevolezza culturale e intersezionale

  • Esaminare come culturagenerestoria familiare e traumi intergenerazionali influenzino i pattern di ritiro
  • Adattare gli interventi EFT per rispettare le identità e le narrazioni relazionali
  • Evitare di patologizzare comportamenti radicati in strategie culturali di sopravvivenza

7. Utilizzare musica e strumenti non verbali per accedere all’emozione implicita

  • Integrare musicaritmo e tono per evocare profondità emotiva e risonanza corporea
  • Utilizzare metafore e modalità creative per amplificare la connessione quando il linguaggio non è disponibile
  • Lasciare che le voci musicali del ritiro accompagnino la seduta in territori emotivi più profondi

Questo workshop include videoregistrazioni cliniche con coppie multiculturali, che mettono in luce momenti sottili di ritiro, rischio emotivo e riconnessione. Le persone partecipanti avranno l’opportunità di osservareanalizzare e praticare interventi clinici radicati nello Stadio 1 e nella fase iniziale dello Stadio 2 dell’EFT.

Porterai con te strumenti clinici avanzati per lavorare nei momenti di quiete — quando le parole scompaiono, il movimento emotivo rallenta, e il terapeuta diventa guida in un paesaggio invisibile.
È lì che la disconnessione può consolidarsi — oppure iniziare a trasformarsi.

Quando:

data da definirsi 2026

Costi:

Workshop Singolo

320€ + iva | tot quota completa
280€ + iva | tot quota soci

Iscrizione Trilogia Completa

900€ + iva | tot quota completa
690€ + iva | tot quota soci

Policy di cancellazione – Salvo diverse comunicazioni.

Entro 4 mesi dall’evento: rimborso del 60%
Entro 3 mesi dall’evento: rimborso del 40%
Entro 2 mesi dall’evento: rimborso del 30%
preavviso inferiore ai 30 giorni – pagamento completo

Se la cancellazione non verrà effettuata entro i termini sopra indicati, non sarà garantito alcun rimborso

⚠️ Posti limitati:
Prenota il tuo posto per apprendere competenze che trasformeranno la tua pratica.

Giulia Altera

Dott.ssa Giulia Altera è Psicoterapeuta, Psicologa Clinica e Forense, Trainer Internazionale Certificata, Supervisore e Terapeuta Certificata presso l’ICEEFT. Selezionata personalmente dalla Dott.ssa Sue Johnson, Giulia è un punto di riferimento internazionale per la formazione in Terapia Focalizzata sulle Emozioni (EFT) in Italia, Europa, Brasile e Iran.

Attualmente è Direttrice Scientifica del Consorzio Universitario Humanitas di Roma per il Master di Secondo Livello in Psicologia delle Relazioni: Emotionally Focused Therapy e Approcci Integrati per la Terapia di Coppia e Familiare.

Co-fondatrice e Presidente della Comunità EFT Italia e Direttrice del Centro EFT Nord Italia, Giulia ha guidato lo sviluppo delle comunità EFT nel Sud-Est e nel Nord-Est del Brasile. Conduce formazioni ufficiali ICEEFT come Externship®, Core Skills®, Workshop AIRM, Essential EFIT®, oltre a workshop specializzati su vergogna, cambiamenti nella Fase 2 della EFT e eventi esperienziali, come il workshop ispirato a Janis Joplin e altri.

Prima dell’EFT, si è specializzata con lode in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (Istituto Miller), ha conseguito un Master di Secondo Livello in Criminologia e Scienze Psichiatriche Forensi presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Genova, e ha lavorato con trauma, dipendenze e disturbi di personalità.

Parallelamente, ha completato la Formazione Internazionale nel Trattamento di Traumi e Disturbi Dissociativi con la Dott.ssa Kathy Steele (ISSTD).

Giulia è Terapista Certificata in Schema Therapy (ISST) Fluente in italiano, portoghese e inglese, svolge attività di Trainer Internazionale, tenendo conferenze in Europa, USA e America Latina su EFT, trauma e attaccamento.

La sua passione per l’EFT nasce dall’incontro con Sue Johnson, che l’ha ispirata a integrare le emozioni e l’amore in una prospettiva clinica chiara e trasformativa. Oggi, attraverso il suo lavoro e le sue pubblicazioni, tra cui traduzioni di testi fondamentali di Sue Johnson, continua a diffondere la Terapia Focalizzata sulle Emozioni con calore, semplicità e profondo rispetto per le persone e le loro storie.