A volte mi capita di pensare al terapeuta EFT come a una specie di colonna vertebrale extra, anzi a un apparato scheletrico intero, che sorregge, supporta, protegge, aiuta a articolare, muovere e così via i suoi clienti. E che risponde a un insieme di caratteristiche, “fisiologiche” per così dire,  che fanno della sua costituzione un vero e proprio somatotipo. 

Possiamo anche chiamarlo il somatotipo eftomorfo. Quindi nell’eftomorfo troviamo tutte quelle cosine – undici per essere precisi – che fanno del terapeuta EFT un vero terapeuta EFT: postura e movimenti, interazioni e quindi reazioni e creazioni che diventano rapporti, legami e ruoli, esperienze e competenze specifiche.

A proposito di quest’ultima, la lista che sto per farvi inizia proprio dal baricentro.

1. Il terapeuta EFT sa quello che fa. – la maggior parte del tempo –

Per mantenere super gli standard qualitativi dell’applicazione del modello teorico EFT a livello mondiale, infatti, dopo i lunghi anni di studi in psicologia e psicoterapia, fa ancora alcuni passi formativi davvero importanti, l’Externhsip, il Core Skills, poi le supervisioni, poi a seconda delle proprie inclinazioni può dedicarsi alle formazioni in EFT Individuale o di Famiglia, workshop su tematiche specifiche, tante tante supervisioni per essere sempre sul pezzo e aiutare al meglio i propri clienti, e poi se vuole, ottiene anche la certificazione internazionale dall’Istituto Canadese ICEEFT.

E mica si ferma!! Continua, perchè poi fare parte della Community è proprio bello e permette di continuare a crescere insieme ad altri colleghi!

2. È sempre connesso. 

Il terapeuta EFT è emotivamente presente. 

Sempre: sia con la coppia che con il singolo e in una doppia attenzione costante. 

Mentre con un occhio è vigile sul sé per scovare blocchi e eventuali perdite di sintonia, l’altro rimane spalancato con la lente dell’attaccamento sul rapporto per leggere ogni elemento relazionale che vacilla, per scovare le protezioni ed aiutarle a diventare nuovamente flessibili ed efficaci. E’ sintonizzato per creare sicurezza nella sala e nella vita dei proprio clienti. Solo così può avere una visione di riparazione completa. Come per un’orchestra che suona desintonizzata,  l’insieme dei componenti può tornare a coesistere armoniosamente, nelle sue interazioni intrapsichiche che interpsichiche ottimali, quando tutti leggono lo spartito e lo suonano in armonia.

Il terapeauta EFT ascolta, comprende e balla con i clienti, con le coppie, con le famiglie, si sintonizza empaticamente con “l’orchestra”, ponendosi sulla sua stessa lunghezza d’onda e entrando in connessione con la sua esperienza.

3. È qui e ora

Il terapeuta EFT è un acuto osservatore del qui e ora perché il momento presente è tutto. Il suo focus è sui processi intra ed interpsichici della coppia, dell’individuo e della famiglia, nell’adesso. Certo, indaga il passato nella fase di assessment, ma poi mette radici a quest’istante, proprio questo, ieri e domani spariscono dai radar del tempo. I radar dello spazio, invece, continuano a lavorare a 360 gradi tanto che il terapeuta EFT è un navigatore gps eccellente. Segue la mappa, conosce dove si trova e sa dove è diretto; e ricalcola il percorso: se c’è traffico, se la strada è franata, se finisce in un vicolo cieco tira fuori dal cappello il piano B – che c’è sempre anche se non si vede. E allora, con l’antenna ben eretta alla ricerca della stazione radio migliore con cui ascoltare il paziente, se ha perduto la sintonia si risintonizza, se l’audio è disturbato ascolta e ripara. E se il passato torna è comunque il benvenuto, soprattutto perchè attiva emozioni presenti, qui e ora, e si ricomincia!

4. Si addentra nella selva oscura.

La cerca, e fa di quella la sua diritta via.

Il terapeuta EFT conosce il potere del dolore e del disagio. Mette ON alle sofferenze. Non le soffoca, non prova a appiccicare cerotti dove la ferita fa più male, ma lascia, anzi, che fluisca. Davanti alla febbre che combatte l’infezione, il terapeuta EFT non è l’antibiotico ma un intero schieramento di globuli bianchi. Aiuta anche accoglie il male trasformandolo in qualcosa di nuovo. 

 Sue Johnson lo dice chiaro e tondo: La cura del dolore è nel dolore. 

5. È collaborazionista

Il terapeuta EFT è un fan del co-working. 

Si siede alla tavola rotonda come “best colleague ever” e dialoga. Non si mette al board direzionale, non guarda dall’alto verso il basso, non giudica, non assume e licenzia. Soprattutto non è un so-tutto-io. 

Il terapeuta EFT collabora. 

Stringe con i clienti un’alleanza sicura e soprattutto aperta. Esplora e domanda con curiosità fornisce qualche risposta anche, ma adora le correzioni di rotta. Sa che trovare il settaggio ideale con il paziente vuol dire tutto, come ascoltare e calibrare l’intervento in funzione dell’altro vuol dire passare dallo sconosciuto al conosciuto, dall’implicito all’esplicito, e poter trasformare l’esplicito in esperienziale e l’esperenziale in relazionale. 

E quindi co-regola le emozioni per co-creare significato. Come figura di attaccamento temporanea per aiutare le persone poi a co- creare e co-regolarsi in una dipendenza-indipendenza efficace.

Stringe un’alleanza e collabora per rendere le persone libere di crescere e di essere la migliore edizione di loro stesse – Sue Jhonson.

«Ascoltare significa abbandonare continuamente ogni aspettativa e dare la nostra attenzione, completamente e in modo sempre nuovo, a ciò che abbiamo davanti, senza sapere davvero ciò che sentiremo o quale sarà il suo significato. Nella pratica dei nostri giorni, ascoltare significa avvicinarsi, delicatamente, con l’intenzione di essere cambiati da ciò che sentiamo.» -Mark Nepo

6. Sta in produzione

Il terapeuta Eft è anche un consulente di processo. 

Segue la catena di montaggio delle emozioni del paziente, fin dal primo mattoncino predisposto sul rullo. Ne favorisce l’identificazione e aiuta a esprimere e riorganizzare, se necessario, le reazioni che seguono. È presente all’assemblaggio e all’approfondimento delle emozioni – che considera il vento in poppa del cambiamento – e aiuta la bussola a mantenere la rotta durante il resto del processo durante il quale riflette, valida, riformula in termini di bisogni e paure dell’attaccamento. Poi esplora e approfondisce. A prodotto finito spacchetta. Con l’unboxing, decodifica e chiarifica. 

Poi riorganizza, magari amplifica, rallenta se necessario, a volte chiude, cambia, e riformula. Di nuovo dal primo mattoncino. Sempre accogliendo

7. È un coreografo esperienziale

Il terapeuta Eft è un coreografo sensazionale. 

Ovviamente preferisce i balli di coppia, le danze sinuose e molto flessibili soprattutto quando si tratta di enactment e cioè dei momenti di cambiamento in cui il cliente, prova a ballare da solo, o con il partner, proprio durante la seduta. Sa che i passi devono poter cambiare, ristrutturando, se necessario, una coreografia stanca e spaventata in un’interazione nuova, sicura e ricca di esperienze. Cambia musica, accelera o rallenta il ritmo perché la routine perda di importanza e le difese dei partner si attenuino fino alla meta-prospettive (insight).

Così stimola la voglia di provare danze diverse sperimentando nuove intime connessioni che diventano incredibili cambiamenti cerebrali, affettivi e comportamentali.


Nella EFT il cambiamento non avviene grazie alla rielaborazione dell’esperienza emotiva interiore, bensì attraverso i nuovi dialoghi che si creano grazie a questa nuova esperienza.– Sue Johnson 

8. È una mamma imparziale 

E’ come se noi terapeuti fossimo madri di due bambini se entrambi stanno piangendo sono entrambi nostri figli quindi hanno bisogno entrambi di noi, magari uno però sta urlando di più dell’altro allora ha più bisogno di me ma io continuo a tenere anche l’altro… cerco di capire chi sta urlando costantemente e che mi mostra la ferita, come due bambini che si picchiano a vicenda – Simona Herb

Il terapeuta EFT è la madre instancabile di due bambini. Non importa se uno piange più dell’altro, se dorme o mangia meno, come sostiene Simona Herb, perchè per lui, entrambi, hanno lo stesso bisogno di cure e meritano le stesse attenzioni. 

In una coppia che chiede aiuto il vero paziente da ascoltare è la relazione. 

Non uno, non l’altro, ma la disconnessione che spaventa e crea danze protettive che disconnettono nel tentativo di connettere che entrambi stanno creando. E verranno visti, accolti e ascoltati nel loro dolore come due ventricoli dello stesso cuore e in un’ottica sistemica perché possano ancora coesistere per pompare al meglio il sangue che li tiene in vita. 

9. È supercorazzato

Il terapeuta EFT si muove con sicurezza. 

Il suo equipaggiamento speciale, frutto di trentacinque anni di ricerca, è composto dalla community con la quale sperimenta e collabora e da una serie di strumenti precisi che lo fanno sentire piuttosto sicuro sul da farsi. Il processo rodato, le esperienze passate, i risultati, gli studi le prove tangibili dei successi e, certamente, anche gli errori, hanno fatto del metodo una scuola e della scuola un metodo. Questo rende il terapeuta EFT più sicuro verso gli obiettivi da perseguire, verso i tempi e le aspettative, ma non lo chiude in un mero tecnicismo. Lo aiuta e lo supporta, ma al tempo stesso lo stimola a nuove vie, a scovare percorsi alternativi ancora insondati. Per lui la conoscenza non è un punto d’arrivo, ma una chiave che apre a nuove possibilità. Davanti a uno stallo, rimescola le carte, davanti a un errore torna al via senza passare da vicolo cieco.
Come un bravo ballerino con la caviglia rotta improvvisa e un ottimo cuoco aggiunge un pizzico di zucchero a un piatto troppo salato, il terapeuta EFT corregge, cambia e riavvia a seconda dell‘immersione che fa nell’esperienza del paziente. La sintonizzazione è tutto. Per questo le videoregistrazioni delle sedute sono importantissime: permettono uno studio della situazione approfondito senza bloccare il canale emotivo nel “qui e ora” e permettendo a emozioni e pensieri di mescolarsi e riordinarsi indisturbati. Sarà il terapeuta, in un secondo momento, a dedicare tempo ulteriore alla seduta e osservare alcuni aspetti tecnici e sistemici che aiuteranno nell’avanzamento della terapia.

10. È umano

Il terapeuta EFT è una persona gentile. E non deve sforzarsi per esserlo. Il trucco, che non si vede perché non c’è, è semplice e sta nella teoria dell’attaccamento: comprendendo ed utilizzando le lenti dell’attaccamento non c’è nulla che ci risulti incomprensibile, sbagliato o strano. Impariamo passo a passo che se le cose vengono lette e messe nella giusta cornice e contesto, hanno tutte molto senso!

L’empatia che crea con il paziente si tramuta in rispetto, profondo, per qualsiasi emozione. 

L’intervento senza giudizio, senza etichette e senza l’ossessione per la formulazione del caso, la diagnosi, il patologizzare tutto e comunque apre all’accoglienza completa. 


Con l’EFT tutto trova il suo senso. Se ci contestualizziamo seguendo i principi evoluzionistici della teoria dell’attaccamento, tutto ha un senso, ogni emozione, ogni reazione, ogni non reazione. – Giulia Altera (Trainer EFT e Presidente di EFT Italia)

P.S. Ma naturalmente anche i terapeuti EFT possono avere le loro giornate no ed essere un po’ meno gentili.

11. È soddisfatto

Siamo quasi alla fine delle caratteristiche del somatotipo Eftomorfo è la soddisfazione. Proprio lei, quella che ci fa sorridere appena svegli, ci mette di buon umore anche quando siamo imbudellati nel traffico o sotto la pioggia senza ombrello. E non ha a che fare con spiegoni o argomentazioni. Il terapeuta EFT è felice delle sue esperienze e soprattutto quando può raggiungere e comprendere il nucleo di un problema con la lente dell’attaccamento o quando riesce a ricostruire una connessione sicura ballando il Tango EFT. È soddisfatto anche quando non è andata proprio benissimo, perchè sa che non è solo e può contare sull’appoggio di non solo un collega o un supervisore, ma su una community intera!

12. È protetto dal Burnout

Ultima ma non ultima delle carattistiche, anzi, più che una caratteristica è una protezione, bella ed efficace: grazie a tutte queste caratteristiche il Terapeuta EFT è protetto dal Burnout, perchè mai isolato emotivamente, perchè sa che in qualsiasi momento può contare sulla connessione di altri terapeuti EFT, perchè ha un modello solido sotto “il sedere” e delle lenti magiche per comprendere anche le cose che ai più restano incomprensibili, strane o addirittura sbagliate o impossibili.

Non ci credete? Venite a conoscerci!!!

Ed ecco qua tante facce sorridenti di Terapeuti EFT

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