Prima del Babbo Natale della Coca Cola, prima che i camini fossero banditi dalle pianure, prima degli alberi di plastica (che almeno si ricicla…) e ben prima che inventassimo le plastiche, il Natale c’era già.

I nostri pro-progenitori lo celebravano con il Solstizio d’inverno: la festa celtica dello Yule del 21 dicembre, quella ebraica dell’Hanukkah dal 25 al 30, e quelle romane che dopo i Saturnali (dal 17 al 23) culminavano nel Dies Natalis Sol Invictus, il giorno della nascita del sole.

Per chi viveva senza le nostre lampadine smart, il Solstizio d’inverno segnava la fine del periodo più buio dell’anno e l’inizio di un nuovo ciclo di luce.

Il ritorno della luce si meritava grandi feste, balli, danze, musica e allegria. Già allora era l’occasione per ritrovarsi e stringersi. Per accendere candele e fuochi. Per mangiare in compagnia. 

Anche se da allora sono passati almeno un paio di millenni, pur in mezzo alle nostre metropoli super scintillanti, come quasi tutti, anche tu continui a celebrare la fine del buio e il ritorno della luce.

Panettoni, pandori, e pan di zenzero. Lucine accese dappertutto, vetrine decorate, case addobbate, renne di plastica, di legno e di peluche. Canzoni in radio, spot in Tv e banner che ti suggeriscono quali regali ordinare. 

Sì, è Natale. 

Lo è già da dopo Halloween! Hai appena tolto le zucche, trasformandole in zuppe, e le eventuali ragnatele, che già devi tirare fuori le palline e montare l’albero, oppure comprarne uno promettendo che lo ripianterai.

Mentre le temperature scendono, l’atmosfera si scalda. 

Non per tutti, però.

Per qualcuno sta tornando la Luce, ma per molte altre persone, questo è tra i periodi più bui dell’anno.

“Natale con i tuoi”, si dice.

Perché “a Natale puoi” (come nella pubblicità di un panettone). 

Anzi, a Natale “devi”.

Devi pensare ai regali, magari senza ridurti all’ultimo giorno. 

“Ah, ma l’anno prossimo comincio prima…”, lo dici ogni dicembre.

Devi fare un budget, come sei potesse dare un peso e un valore economico alle persone.

È una cosa brutta, fare un budget, ma serve a evitare un salasso.

Devi organizzare pranzi e cene, a casa e fuori, per gli amici e i parenti, compresi quelli che preferiresti non vedere. Devi trovare un menù, devi fare la spesa. Devi cucinare e poi apparecchiare per bene. Devi spendere soldi. Guidare nel traffico. Fare lo slalom tra i negozi, nei tunnel dei centri commerciali, schivare la ressa. Devi correre, incastrando tutti i doveri del Natale nella tuoi Calendar, tra le Zoom e i clienti, tra lo studio e il resto.

Devi resistere.

Soprattutto se il Natale non ti piace.

Soprattutto se sei una di quelle persone che odiano il Natale

Soprattutto se, invece di sentire la magia, vedi il capitalismo e il consumismo.

Vedi e pensi agli sprechi di cibo, denaro, energia.

Come il Grinch, che infatti odia il Natale e tutto ciò che lo rappresenta.

Il Grinch lo detesta a tal punto che decide di rovinarlo agli abitanti della sua città, rubando tutti i regali, i festoni e le lucine, finché incontra una bimba con un super potere che gli scioglie il cuore. Il super potere è l’amore, e questo amore è il farmaco che cura la sua anima.

Se la magia non la senti, se non hai accanto e intorno a te legami sicuri che nutrono il tuo corpo e il tuo spirito, il Natale può davvero diventare una Via crucis. Addirittura fonte di disagio emotivo.

Di stress e di ansia, per tutte le cose che devi fare e per quelle che invece non puoi.

Di un dolore così forte che diventa depressione. 

Le lucine e l’atmosfera di festa possono farti provare una profonda tristezza. 

Invece di essere felice e scintillante, può darsi che in questi giorni tu senta – più che mai – la solitudine. 

Può essere che le feste ti ricordino qualcosa di bello che se ne è andato, qualcuno che hai perso, oppure qualcosa che non hai mai avuto il privilegio di vivere.

Potresti perfino provare rabbia, come succede al vecchio Scrooge della storia di Dickens “A Christmas Carrol”, che vede il Natale come “una festa per i bambini e gli sciocchi.”

Proprio durante la notte di Natale, Scrooge riceve la visita di tre fantasmi: lo Spirito del Natale Passato, lo Spirito del Natale Presente e lo Spirito del Natale Futuro. Il primo lo riporta a quando era ancora un giovanotto gentile, generoso, e innamorato di una ragazza che ha perso per la sua avarizia. Il secondo fantasma, lo Spirito del Natale Presente, gli fa vedere la sua famiglia e gli amici che festeggiano il Natale, e anche la famiglia del suo impiegato, che non ha un centesimo, ma sembra molto molto felice. L’ultimo spirito non parla mai, nemmeno una parola, mentre gli mostra cosa succederà dopo la sua morte, e quindi sollevando il velo su ciò che davvero manca nella sua vita: l’amore!

Le persone che odiano il Natale non sono Grinch e nemmeno Scrooge.

Non sono mostri, né vecchi egoisti.

Le persone che odiano il Natale sono cuori infranti.

O a volte soltanto “persone che odiano Mariah Carey o Micheal Bublè” Cit. D.G.

Queste persone portano addosso il peso della solitudine, anche all’interno della famiglia e della coppia, vivono con le cicatrici per la mancanza di legami sicuri, sentendo ogni momento il vuoto che hanno dentro, e intorno.

Per queste persone, proprio durante le festività, la terapia focalizzata sulle emozioni (EFT) può essere di grande aiuto, accompagnandole lungo un percorso verso la comprensione e l’accettazione delle loro emozioni.

Mentre scrivo, sto immaginando questo percorso come un ponte. Da un lato del ponte, vedo il buio e tutto il disagio che vivono le persone che odiano il Natale.

Il ponte che sto immaginando si regge su tre grandi pilastri:

1. Focus sulle emozioni

2. Teoria dell’attaccamento

3. Comunicazione consapevole.

Di là dal ponte, dall’altro lato, vedo la luce di una sponda più consapevole. 

Vedo la luce dell’accoglienza, vedo la luce di un ritrovato benessere emotivo e psicofisico.

Una migliore regolazione emotiva.

Relazioni più forti.

Maggiore empatia.

Migliore accettazione di sé.

Sull’altra sponda, vedo meno disagio emotivo e più connessione.

Chiunque tu sia, qualunque sia il motivo che ti ha portato sulle pagine della nostra famiglia EFT, i miei auguri vanno proprio a te.

A te che lo celebri, a te che magari non ami il Natale, e sopratutto a te che lo odi perché ti fa soffrire. 

Ecco perché è proprio a te che oggi auguro amore e luce.

Ti auguro la luce, la fine del buio, l’inizio di un nuovo ciclo.

Con altre persone, da soli, con il tuo cane o gatto, solo accompagnato di buona musica, solo con te, speciali a tuo modo. Unico a tuo modo.

Ti auguro amore vero, apertura, comprensione, e meraviglia.

Iscriviti alla newsletter