Gli effetti dei legami sicuri sull’organismo umano

#LOVITUDE #AMORE #BENESSEREEMOTIVO

L’amore non è letteratura, non è poesia e non è utopia. Non è marketing, né fiction (ne abbiamo accennato in questo post): l’amore è un bisogno che ha che fare con la vita.

In qualsiasi forma e specie.

Non solo umana e nemmeno solo animale!

I legami e le relazioni fanno parte anche dell’esistenza e dei bisogni delle piante.

“Vegetale a chi?”

La sanseveria in camera da letto, la monstera deliciosa in mezzo alla giungla e il tarassaco in mezzo ai campi, non solo sono esseri senzienti e sensibili, ossia organismi che “vedono” e “sentono” il mondo intorno a loro, ma prosperano all’interno di un sistema di connessioni e relazioni familiari. 

Difendono i loro cari, li avvisano se una minaccia si avvicina.

Nutrono i loro familiari.

Se perfino il ficus riconosce i legami familiari e li protegge, e se anche la gerbera fa i dispetti a tutte le altre erbacce – gerbere incluse – che non fanno parte della sua famiglia, allora forse è arrivata ora di ripensare a come pensiamo e ci raccontiamo l’amore.

L’amore è un bisogno organico che difende oppure minaccia la nostra sopravvivenza. 

Ecco perché è un farmaco.

Tra i più potenti. Forse il più potente in assoluto tra quelli endogeni.

L’amore è un farmaco.

Nel senso letterale della parola farmaco e in entrambi i significati all’origine del termine che viene dal greco pharmakon, “rimedio, medicina” ma anche “veleno”.

L’amore è un farmaco perché grazie a una serie di proprietà specifiche, esattamente come un farmaco, produce effetti sulle funzioni di un organismo vivente.

Può essere il nutrimento del nostro benessere psicofisico.

Può essere una medicina che protegge e ripara i nostri mali.

L’amore può essere, come già diceva Platone, l’incantesimo che cura la nostra anima, dalla cui salute dipende la nostra, a tutto tondo ( o come dice il business, “a 360 gradi”!).

«Bisogna curare l’anima in primo luogo e in massimo grado, se vuoi che anche le condizioni della testa e del resto del corpo siano buone. E l’anima, mio caro, va curata con certi incantesimi». 

Dalla punta dei capelli, giù giù lungo i dieci-dodici metri delle nostre viscere, fino alle unghie dei piedi.

«Non bisogna cercare di guarire gli occhi senza la testa né la testa senza il corpo, allo stesso modo il corpo senza l’anima».

Gli effetti fisiologici dei legami sicuri

I legami sicuri fanno bene all’anima, almeno quanto ne fanno al corpo.

Soprattutto se ci ricordiamo che corpo e psiche sono un unicum, non dipartimenti separati, e che quindi, come insieme unico e indivisibile riflettono l’uno del benessere dell’altra.

Quando ci sentiamo al sicuro, amati, riconosciuti, protetti e difesi, il nostro organismo mette in circolo una serie di sostanze che ci rinforzano e ci aiutano a sperimentare emozioni positive, come l’ossitocina, la serotonina e le endorfine.

L’ossitocina è chiamata ormone dell’amore perché promuove l’attaccamento materno, la lattazione, il legame fra partner, e le relazioni sociali. La magia avviene perché questo ormone è capace di ridurre l’attività del sistema nervoso  “simpatico” (responsabile delle reazioni di fuga o lotta in caso di pericolo) e di aumentare quella del sistema “parasimpatico”, che viceversa facilita il rilassamento. Le ricerche hanno dimostrato che l’ossitocina può aumentare i livelli di fiducia nelle altre persone anche dopo un rifiuto, e che può inibire i centri della paura del cervello, riducendo l’effetto degli stimoli legati alla paura. Non solo: l’ossitocina può guarire i cuori infranti. No, non è una metafora: l’ossitocina aiuta la rigenerazione del tessuto cardiaco dopo un infarto, contribuendo a riparare le celle necrotiche. In pratica, aiuta a cicatrizzare le ferite del cuore.

La serotonina non è solo l’ormone della felicità (e sarebbe già tanto!), ma è anche direttamente connessa alle nostre difese immunitarie. Prodotta per il 95% dalla flora batterica intestinale (nelle cellule enterocromaffini della parete gastrointestinale) e per il 5% nei neuroni serotoninergici del cervello, questa molecola:

  • regola il metabolismo e la motilità intestinale;
  • collega i centri emotivi e cognitivi del cervello direttamente con le funzioni dell’intestino (infatti parliamo di Intestino-secondo cervello).

Le endorfine sono letteralmente “morfine endogene”, ossia analgesici prodotti dall’ipotalamo e dall’ipofisi che producono effetti non solo contro il dolore, ma anche sulla sensazione di benessere, sull’umore, nella risposta allo stress, nel controllo della respirazione, sulla motilità intestinale, sulla termoregolazione del corpo, sull’appetito e sulla qualità del sonno.

Ogni volta che ci sentiamo al sicuro, e ogni volta che solo ripensiamo a un legame sicuro, produciamo sostanze che migliorano la salute del nostro organismo.

L’incantesimo dell’anima porta effetti interni ed effetti esterni, fisiologici, emotivi, immediatamente percepibili.

L’amore ripara le ferite che vediamo e quelle che non possiamo vedere. 

Ci rende più forti.

Ci fa dimenticare i grandi e piccoli guai delle nostre vite. 

Ci rende più aperti. Più creativi. Perfino più produttivi.

Quando nelle nostre esistenze manca l’amore, si vede. Il nostro organismo lo sa. Le nostre cellule e i batteri ne soffrono.

Non importa se ci raccontiamo che a noi l’amore non serve, o che non ci crediamo, o che non ci fidiamo…

Il nostro organismo per sopravvivere non ha solo bisogno di aria, acqua, aria, cibo e riparo: ha bisogno di connessioni umane.

Ha bisogno di legami che lo (e quindi ci) facciano sentire protetto.

Dalla culla alla tomba, il nostro organismo ha fame di amore.

Quando l’amore latita, l’organismo deperisce.

Il rovescio della medaglia

Essendo un farmaco, l’amore può anche essere una droga che intossica il nostro organismo. Addirittura può essere un veleno che ci impedisce di guarire, o ci fa ammalare.

Come terapeuti specializzati nella EFT – Emotionally Focused Therapy – lo sperimentiamo tutti i giorni, entrando a nostra volta in connessione con le persone che cercano il nostro aiuto, e che no, non sono solo coppie in cerca dell’omonima terapia… (ma di questo argomento, parleremo più avanti).

Nel prossimo articolo, che andrà online domenica 24 dicembre, oltre a farci gli auguri, parleremo di un’altro fenomeno ambivalente con un post che si intitola: Persone che odiano il Natale.

Bibliografia

  • (Platone, Carmide, 156d – 157c)
  • Sull’intelligenza delle piante, Stefano Mancuso, “Verde brillante”, 2013, Giunti
  • Sulla loro sensitività, sempre Stefano Mancuso, “La vita segreta delle piante”, 2020, Il Saggiatore
  • Stringimi Forte, Sue Johnson, 2008, Raffaello Cortina
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