Amore e Psiche – Antonio Canova

L’amore epico che finisce male, malissimo. 

Elena è troppo bella e Afrodite una dea così invidiosa che decide di mettere nei guai lei e tutte le civiltà a venire. Addirittura, Afrodite la fa innamorare di Paride che sulle prime resiste, o almeno ci prova, perché Elena è la moglie di Menelao, re di Sparta, ma poi cede, la rapisce (o la salva, a seconda delle letture), dando il via alla guerra di Troia, e a un’infinità di futuri bias cognitivi. 

Ulisse esce un’attimo, giusto un salto a comprare giornale e sigarette, poi però si distrae e sparisce per altri dieci anni, mentre sua moglie Penny resiste a una schiera di pretendenti e aspetta. Seduta al suo telaio, fa la tela e poi la disfa, un giorno, due, un mese, le stagioni passano, gli anni pure. Lei invecchia, ma aspetta, apparentemente imperturbabile, per quanto sola. Per quanto disperata.

L’amore cavalleresco che suona il corno di King Arthur. Ginevra e Artù, Ginevra e Lancillotto, Artù e Morgana. Tristano e Isotta.

L’amore delle tragedie: una su tutte la storia dei Montecchi e dei Capuleti, Romeo & Juliet, immortale perché drammatica, certo, ma soprattutto perché senza tempo.

Anzi due, perché non possiamo dimenticarci di Paolo e Francesca: 

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Harry ti presento Sally.

L’amore romantico cantato dai poeti e magnificato dalla letteratura: il giovane Werther di Goethe che si strugge, il Don Juan di Byron che ama mille donne, le fiere protagoniste dei romanzi di Jane Austen e quelle super passionali di Emily Bronte.

L’amore sul grande schermo: Via col vento, Vacanze Romane, ma anche Harry ti presento Sally, Love actually, Ultimo tango a Parigi, 9 Settimane e 1/2, I Segreti di Brokeback Mountain, Pretty woman e Notting Hill, fino – e ben oltre – a Il favoloso mondo di Amélie. Eccetera eccetera…

E l’amore poi su quello piccolo, di schermo, in cucina, o in salotto, nelle telenovelas fatte di lacrime, tradimenti e pathos.

In tutti questi amori, davanti a tutte queste storie, noi ci commuoviamo sempre. 

Letteralmente, ci ‘muoviamo con’, immedesimandoci nei loro protagonisti: soffriamo quando li vediamo soffrire, ridiamo con loro, facciamo il tifo e teniamo le dita incrociate.

Fino alla fine.

Fino al ’The end’.

Fino a quello stesso ‘E vissero Felici E contenti’ delle favole di quando eravamo piccoli.

Aspettiamo che Biancaneve si svegli baciata dal Principe, che il Principe infili la scarpetta a Cinderella, che Harry e Sally capiscano di amarsi. Quando poi il libro si chiude, e scorrono i titoli di coda, la “macchina mitologica” cristallizza l’ultima immagine nella nostra memoria e con essa i personaggi e le loro vite.

A questo punto la frase ‘E vissero Felici E contenti’ vince l’etichetta “per sempre”. Quindi usciamo dal cinema, appoggiamo il libro, chiudiamo Netflix, Amazon Prime, Disney Plus, eccetera, spegniamo il televisore. E allora può succedere di guardare alle nostre di vite, al nostro di Amore, sotto una pioggia di punti di domanda.

Dal confronto, ci chiediamo perché il nostro Amore non sia lo stesso, non sia altrettanto forte e magico, e soprattutto eterno.

La mia risposta ha a che fare con la vita che mi sono scelta e quindi anche col mio modo di stare nel mondo. Ha a che fare con L‘Emotionally Focused therapy – EFT

L’amore della macchina mitologica è perfetto e lo è sempre, e per sempre.

Il nostro Amore, invece, quello che sperimentiamo come creature fatte di cellule, organi, connessioni e ossa, è umano. Di più: il nostro Amore è biologico.

L’AMORE UMANO È BIOLOGICO!

Al di là della fiction – libri, cinema, canzoni, poesia e arte – il nostro Amore è vivo ed è dinamico, non statico, in continua evoluzione e mutamento. 

Proprio come lo sono le nostre cellule. 

Proprio come lo siamo noi.

È un bisogno che ci accompagna da prima del nostro primissimo vagito.

Ogni istante, ogni singolo respiro. 

“DALLA CULLA ALLA TOMBA”.
J. Bowlby

È una necessità che ci nutre, nel corpo e nello spirito.

È urgenza, sollievo, conforto, e guida.

È sicurezza.

È riparo.

L’amore è la matita che ci disegna nel mondo e che disegna il mondo a noi.

È la danza dell’attaccamento che ci accompagna in ogni nostro respiro.

L’Amore è, come diceva John Bowlby già nel secolo scorso, “vicinanza” con le persone care, e visto che la vicinanza è “una brillante tecnica di sopravvivenza programmata dall’evoluzione” (sempre lui), allora l’Amore è prima di tutto sopravvivenza.

L’AMORE È SOPRAVVIVENZA!

Letteralmente. Le persone che possono contare su un legame sicuro vivono più a lungo delle altre, e più in salute. Sono più forti. Il loro corpo è più resistente, come le loro difese immunitarie. La loro produzione di serotonina è più alta, e più costante. Il loro umore è più equilibrato e felice.

Le persone con un legame sicuro a loro volta sono più sicure, perfino più indipendenti e autonome.

Ce lo dice anche Sue Johnson in “Stringimi forte – Sette passi per una vita piena d’amore”, Raffaello Cortina Editore, edizione italiana del 2022 con la prefazione di Giulia Altera e Andrea Pagani.

E noi, come terapeuti specializzati nell’EFT – Emotionally Focused Therapy – lo vediamo tutti i giorni.

Anzi, lo sentiamo, attraverso i nostri organi di senso ma soprattutto col cuore e di pancia: lo sentiamo dalle persone che cercano il nostro supporto perché hanno capito quanto l’amore sia dirimente, fondamentale, insostituibile per il loro benessere; lo sentiamo ascoltando loro e noi stessi, così come le persone che ci sono vicine.

Anzi: l’Amore è tutto, proprio come l’ossigeno, come l’acqua, come prendere le nostre vitamine, citando di nuovo Sue Johnson

Di Amore parleremo ancora, e a lungo, nei prossimi post, cercando di scoprire, insieme, la forza dell’EFT, e la sua capacità di migliorare le nostre esistenze,  come terapeuti e come persone.

Lo sentiamo e lo viviamo ovunque, perché l’Amore è dappertutto.

Iscriviti alla newsletter